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Scrittore e Imprenditore

Conoscete lo scrittore Mark Dawson?

No?

Nemmeno io. (fino a poche ore fa)

Mark ha sviluppato una strategia efficace per vendere i suoi eBooks, basandosi su degli strumenti che sono alla portata di tutti:

  1. Amazon come piattaforma di pubblicazione
  2. Facebook per la pubblicità delle sue opere
  3. Sito personale per promuovere la sua attività

Dawson riesce nel suo intento perchè combina la figura di scrittore e imprenditore: produce i contenuti e si occupa anche della loro diffusione e commercializzazione attraverso Amazon (Amazon’s Kindle Direct Publishing).

Riesce ad amplificare il suo messaggio attraverso Facebook Adverstising (si parla di un investimento di 370 sterline al giorno, che fruttano il doppio).

L'asset più importante di Mark è la comunità che con pazienza e dedizione è riuscito a coltivare. Non ci sono dei segreti particolari in questo senso: viene utilizzata una newsletter (la tecnologia è quella di Mailchimp) per rimanere in contatto con gli utenti.

Lo scambio è equo: gli affidiamo il nostro indirizzo email e lui offre gratuitamente un breve corso in tre video.

L'abilità e semplicità con cui ha strutturato la sua strategia, dimostra un'approccio imprenditoriale che pochi scrittori hanno. Ed è la chiave di volta del suo successo personale.

Il sito di Mark è www.selfpublishingformula.com, mentre per maggiori informazioni sulla sua attività consiglio l'articolo di Forbes Amazon Pays $450,000 A Year To This Self-Published Writer

Il contenuto, prima di tutto.

Caso pratico: iniziate una nuova attività e avete bisogno di comunicare in maniera efficace con il pubblico.

Il sito web è una scelta vincente, a patto che si seguano alcune linee guida.


1 dev'essere responsive
Il sito dev'essere visibile non solo sul computer di casa ma anche e soprattutto sui dispositivi mobili (smartphones, tablets). Un sito responsive si adatta automaticamente alle dimensioni del dispositivo che utilizzate e alle dimensioni della finestra del browser (Internet Explorer, Firefox). La gente ormai visita i siti web prevalentemente in mobilità; privarsi di un così grande numero di visitatori significa non comunicare.

2 deve puntare sul design
Il design è importante. E' ciò che differenzia il vostro sito/prodotto da tutti gli altri ed in definitiva vi fa guadagnare una quota maggiore di mercato. Un lavoro mediocre allontana il visitatore dalla vostra home page e lo fa approdare a quella della concorrenza.

3 deve puntare sul contenuto
Avete una storia unica? Avete dei valori che i vostri competitor non hanno? Sapete cucinare la pizza meglio di chiunque altro? (in questo caso, avvisatemi). Se il design è importante, il contenuto lo è ancora di più: la gente verrà a visitare il vostro sito non tanto perchè è bello da vedere ma perchè trova tutte le informazioni utili di cui ha bisogno.

4 deve farsi trovare dai motori di ricerca
Per fare in modo che il sito compaia tra i primi risultati su Google vengono utilizzate diverse tecniche, ma il punto di partenza è un'ottima strategia dei contenuti. In sintesi, bisogna individuare le parole chiave che gli utenti utilizzeranno per trovarvi ed inserirle in maniera opportuna nelle pagine del sito. Ricerca, intuito ed abilità tecnica sono necessari per svolgere tale attività.

 

Bonus: quello che i clienti dicono


"Ho già Facebook"
Facebook serve per amplificare il vostro messaggio e per diffonderlo nel mondo del "social". Tuttavia, ogni attività ha bisogno anche di una "casa" propria che le permetta di differenziarsi per design, contenuti e funzionalità (e soprattutto non mostri pubblicità indesiderata).

"Voglio un'app"
Un'app è ideale nel caso si voglia svolgere una determinata attività (si pensi ad un promemoria, un registratore vocale, un gioco, ecc). Se invece lo scopo principale dell'app è quello di delineare i prodotti o la storia dell'azienda (quindi è prevalentemente legata ai contenuti) forse allora non è la soluzione giusta. In questo caso un sito web responsive (ottimizzato per i dispositivi mobili) può fornirvi dei vantaggi superiori. Tenete presente, inoltre, che un'app non viene indicizzata dai motori di ricerca e per promuoverla sarà necessario adottare altre tattiche.

"Ho già un sito fatto nel 1996"
Intanto, complimenti per aver abbracciato così precocemente il mondo del web!
La verità è che i siti invecchiano, mentre le tecnologie web camminano abbastanza velocemente.
Per godere appieno di tutte le nuove potenzialità e di conseguenza essere visibili al maggior numero possibile di visitatori, un redesign che tenga conto di nuove funzionalità e contenuti aggiornati è essenziale.

Un ebook da sfogliare su browser

A Gennaio del 2014 ho creato per la Società Filologica Friulana l'ebook Multi-Touch "O impari il furlan", si tratta di un ebook dedicato ai bambini, che permette di imparare il friulano con esercizi divertenti e giochi interattivi. (Scarica l'ebook da iTunes)

E' stato un lavoro coinvolgente trasformare un libro di testo in un'avventura digitale ed ho ottenuto un buon riscontro.

Tuttavia, solo il fortunato possessore di iPad (o comunque chi dispone di un mac) può visualizzare l'ebook, dato che il formato proprietario della Apple non funziona su un pc Windows o un tablet Android.

Per far fronte a questo inconveniente, invece di creare un'app dedicata, ho progettato un ebook sfogliabile su browser (che funziona cioè su Internent Explorer, Firefox, Chrome o Safari).

La nuova versione "multipiattaforma" è ospitata sul sito della Filologica: O impari il furlan

Buona visione!

online/offline

Siamo abituati ad essere sempre connessi. In ufficio o a casa abbiamo un computer connesso alla rete; quando usciamo il nostro telefonino è connesso alla rete; i più intrepidi hanno anche un orologio connesso alla rete.

Non è stato sempre così: basta tornare indietro di qualche decina d'anni per ricordarsi collegamenti a singhiozzo e tempi di caricamento spropositati.
Ho vissuto quei periodi, ecco perchè apprezzo l'abbondanza di rete e di banda dei nostri giorni.

Per fortuna, cresce e si sviluppa un modo di pensare alternativo: è importante che un utente possa fruire dei contenuti anche quando non è connesso alla rete.

Tutti lo abbiamo già sperimentato: alcune app sul nostro telefonino funzionano anche quando "non c'è internet".

Gli ebooks che scarichiamo possono essere letti anche nei posti più isolati del pianeta, o in treno, o in metro...un'interessante approfondimento sulla filosofia dell'offline si trova qui: http://offlinefirst.org/

Trovo inoltre assolutamente geniale l'iniziativa di wordpossible che utilizza un Raspberry pi (un mini computer, dai bassi consumi e dalle alte potenzialità) come server su cui "far girare" contenuti che altrimenti sarebbero inaccessibili per zone del mondo in cui internet non c'è.

Ecco cosa contiene:

  1. An offline self-contained very comprehensive and curated Wikipedia Encyclopedia
  2. Thousands of Khan Academy video lectures on Math and Science from khanacademy.org
  3. More than 3,000 eBooks, organized by bookshelves, from Project Gutenberg
  4. Full Medical Encyclopedia, MedlinePlus, from the U.S. National Library of Medicine and the National Institutes of Health
  5. The latest Medical publications and Health Guides from Hesperian
  6. The OLPC Collections form the OLPC project
  7. Teachers resources from the UNESCO International Institute for Capacity Building in Africa

http://pi.worldpossible.org

Ritaglia e spedisci

Il profumo

Dalla libreria, Il profumo di Suskind  "mi guardava", così l'ho preso in mano.  Nel 1997 per inviare feedback alla casa editrice bisognava:

  1. ritagliare lungo la linea tratteggiata
  2. spedire in una busta affrancata

Accipicchia.

The Shard

The Shard, il grattacielo di Renzo Piano a Londra.

Come fare a non notarlo mentre si passeggia per Londra? Potete trovare più immagini su questo sito

(web) design

Se qualcuno dovesse chiedermi quali sono le mie definizioni preferite di "design" e "designer", la risposta sarebbe questa:

"Design is the conscious and intuitive effort to impose meaningful order".
Victor Papanek

"Design is the manipulation of form and content. Content is the idea, or subject matter. Form is what you do with this idea. How do I deal with it? Do I use color? Do I use black and white? Do I make it big?"
Paul Rand

"Il designer è un progettista con senso estetico."
Bruno Munari

“A designer solves problems within a set of constraints”
Mike Monteiro

Queste quattro definizioni funzionano perfettamente anche nel mondo del web, dove il design incontra il codice. Cos'è il codice? Sono delle istruzioni che consentono di compiere determinate operazioni. Per essere meno vaghi, avete mai acquistato un libro online? Basta premere un pulsante ed entro poco tempo il corriere arriva a casa vostra (con il libro, presumibilmente).

Tutte le micro-interazioni (aggiungere il libro al carrello, scegliere il tipo di spedizione) sono gestite silenziosamente dal codice che opera in background.

Nel corso della mia attività ho incontrato i professionisti più diversi: c'era chi privilegiava l'aspetto tecnico, chi invece lo trascurava pensando che il design potesse risolvere tutto.

Sapete con chi ho lavorato meglio? Con i designer che utilizzavano anche il codice. E con i programmatori che si sforzavano di pensare anche all'interfaccia della loro applicazione.

Una mentalità aperta aiuta sempre. Una predisposizione alla collaborazione aiuta anche di più: per risvegliare l'aspetto di "designer" e di "coder" che un professionista del web deve possedere.

Un ebook per imparare il friulano

fruts e frutis

Ho da poco pubblicato su iTunes Store l'ebook prodotto per la Società Filologica Friulana "O impari il furlan" (Imparo il friulano).  Frutto di un lavoro di collaborazione con l'insegnante Antonella Brugnoli, che ha curato la parte didattica, penso non esistano parole migliori delle sue per comprendere di cosa si tratta:

"Un libro da leggere, guardare, ascoltare per imparare la lingua friulana in maniera interattiva e coinvolgente. Adatto ai bambini della scuola primaria, consigliato agli insegnanti e ai genitori."

Con questo ebook i bambini possono ascoltare testi in friulano, scrivere delle frasi, trascinare parole per ordinarle, disegnare (e naturalmente leggere!). L'iPad, con la sua applicazione di lettura iBooks, si è rivelato lo strumento ideale per sviluppare un prodotto che coniuga testo ed elementi interattivi.

Scaricate la vostra copia gratuita su iTunes!

 

 

I film piĆ¹ visti del 2013

Ai bambini, si sa, piace la televisione. Oscar (4 anni e mezzo) è quello che decide cosa guardare. Damiano (1 anno e mezzo) di solito è d'accordo con suo fratello e comunque quando si stufa, si mette a giocare per i fatti suoi. Se siete dei genitori, vi sarà capitato: i piccoli amano guardare e riguardare quasi all'infinito lo stesso film. Questo mi ha permesso soffermarmi su dei dettagli che prima nemmeno consideravo: ora sono più attento agli "sfondi" (per esempio l'arredamento di una stanza) piuttosto che all'azione in primo piano, che conosco già a memoria... comunque, ecco la classifica dei più apprezzati film del 2013. Al primo posto Guerre Stellari episodio VI visto (ahimè) ben 23 volte. Degno di nota è anche La Ragazza di Boemia, un classico di Laurel & Hardy del 1936, conosciuto anche con il titolo "Noi siamo zingarelli".

Ho abbandonato la nave

Il mio mac 24, del 2008 è da tempo che fa i capricci: improvvisamente compare uno schermo nero (o bianco, o delle deliziose righe verticali grigio-nere). Questo accade in maniera del tutto casuale. Può funzionare perfettamente per una settimana ma poi ricomincia da capo. E naturalmente, se non hai salvato prima, sei spacciato. Ero arrivato al punto di salvare tutto, sempre e in continuazione. Quasi una dipendenza.

Alla fine ho deciso di abbandonare la nave.

Ho trasferito tutto (software, preferenze, mail, files) sul macbook e ora, dopo una giornata dedicata al back-up, riesco a tirare un respiro di sollievo.

Ma è mai possibile che un computer "importante" come il mac si guasti dopo appena cinque anni?

E soprattutto, lo sapevate che il centro assistenza mi ha detto che per la Apple potrebbe essere "fuori supporto"? (leggi:  non ci sono più pezzi di ricambio)

Non mi piace buttare i computer, non l'ho mai fatto nemmeno quando usavo windows: gli ho sempre dato una seconda possibilità. Di solito cambiano famiglia per andare da qualche sconosciuto che ne ha bisogno, da qualche nipote che non ha mai visto un mac in vita sua, oppure semplicemente attendono pazienti di essere utilizzati per testare un nuovo sito o un'applicazione.

Insomma, hanno lavorato sodo, perchè dovrei buttarli?  

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